Sensor to Decision

La contrazione dei cicli OODA nella Guerra Ibrida

La trasformazione più significativa introdotta dalla digitalizzazione del campo di battaglia non consiste nella sola disponibilità di una maggiore quantità di informazioni, ma nella progressiva compressione dell’intervallo tra rilevazione, interpretazione, decisione e azione. In questa prospettiva, il paradigma Sensor-to-Decision rappresenta un’evoluzione del tradizionale modello Sensor-to-Shooter: il vantaggio operativo non deriva più esclusivamente dalla capacità di individuare e ingaggiare un obiettivo, ma dalla possibilità di integrare in modo persistente sensori, reti di comunicazione, sistemi di elaborazione, capacità di fusione informativa, analisti, decisori e attuatori all’interno di un’architettura coerente di comando e controllo.

Nel paradigma Sensor-to-Decision, invece, la decisione assume una centralità autonoma: il sistema deve essere in grado non soltanto di rilevare un evento, ma di qualificarlo, correlarlo con altre informazioni, valutarne attendibilità e significato operativo e trasferirlo al livello decisionale appropriato. La velocità, pertanto, non può essere considerata separatamente dalla qualità della valutazione.

La dinamica assume particolare rilevanza negli scenari di guerra ibrida e competizione multidominio, nei quali attività cinetiche e non cinetiche possono essere condotte simultaneamente e secondo modalità difficilmente riconducibili a una sequenza lineare di escalation.

Il decisore deve quindi operare in un ambiente caratterizzato da elevata densità informativa, ambiguità, dati eterogenei e crescente pressione temporale. Proprio l’ambiguità rimane sempre di più un obiettivo perseguito.

L’autore

Denise Serangelo

Analista specializzata in sicurezza internazionale, competizione strategica e minacce multidominio. Si è formata presso la Scuola di Applicazione dell’Esercito, in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino. Il suo principale ambito di ricerca è il Mediterraneo centrale, con particolare attenzione alla Libia, al fianco meridionale europeo e alle implicazioni delle dinamiche politico-militari regionali per la sicurezza nazionale ed europea. Si occupa di analisi delle minacce emergenti, valutazione del rischio e scenari strategici, approfondendo l’interazione tra dimensione militare, geopolitica, tecnologia e infrastrutture critiche. Ha maturato esperienza sul campo e svolge attività di consulenza e analisi strategica a supporto dei processi decisionali, elaborando report, studi e valutazioni per interlocutori istituzionali e operatori dei settori della sicurezza e della difesa.

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Enrico Liuzzi

Enrico Liuzzi è un professionista dell’ambito sicurezza e analisi delle informazioni, con particolare specializzazione nel campo OSINT. Il suo principale ambito di ricerca riguarda i processi informativi a supporto della decisione: raccolta, valutazione e integrazione delle fonti, con particolare attenzione all’analisi all-source. Ha maturato una pluriennale esperienza nel settore della sicurezza e delle informazioni, con incarichi di analisi e coordinamento in contesti internazionali, e ha svolto attività di docenza e formazione nel settore informazioni e sicurezza. Ha conseguito una Laurea Specialistica presso l’Università degli Studi di Torino e un Master in Intelligence Specialist presso la Link Campus University di Roma. Ha completato percorsi di formazione specialistica internazionale in ambito intelligence e percorsi formativi in ambito cybersecurity.

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