La guerra oltre lo Stato: Wagner, attori ibridi e la nuova architettura del potere russo

Genesi, funzionamento e contraddizione strutturale del modello paramilitare russo (2013–2023)

Il modello Wagner nasce da un insuccesso. Nel 2013 due dirigenti del Moran Security Group registrano a Hong Kong lo Slavonic Corps per un contratto di protezione di infrastrutture energetiche con il governo siriano; l’unità viene dispersa nel primo ingaggio presso Homs nell’ottobre 2013 e i reduci sono arrestati al rientro dall’FSB per attività mercenaria (Counter Extremism Project; Britannica). Fra quei reduci vi è Dmitrij Utkin, tenente colonnello del GRU congedato nel 2013, che nel maggio 2014 fonda con Evgenij Prigozhin una nuova formazione denominata dal proprio indicativo radio (Mapping Militants Project, Stanford; CSIS). Il primo impiego è nel Donbass nell’estate 2014, il secondo in Siria dal 2015.

La sequenza è istruttiva. Lo Stato russo non ha esternalizzato una funzione militare per ragioni di efficienza o di costo, come nel modello contrattualistico anglosassone: ha assorbito e riorganizzato un fallimento privato perché offriva una capacità che le forze regolari non potevano fornire, ossia l’impiego della forza senza attribuzione. L’ambiguità giuridica non era un effetto collaterale ma il prodotto ricercato.

Perché Wagner non era una compagnia militare privata

Tre elementi separano Wagner dalle PMC occidentali. Primo, l’assenza di statuto: l’attività mercenaria è vietata dall’art. 359 del codice penale russo e nessuna legge abilitante ha mai regolato queste entità; PMC Wagner è stata registrata come soggetto giuridico solo nel dicembre 2022, dopo otto anni di operazioni. Secondo, l’assenza di un rapporto cliente-fornitore: il committente coincideva, di fatto, con lo sponsor. Terzo, e decisivo, l’integrazione funzionale. Wagner non vendeva sicurezza: forniva un pacchetto che combinava capacità militare, operazioni informative, consulenza politico-elettorale e accesso a filiere estrattive, attraverso una costellazione di società — Lobaye Invest e Midas Ressources in Centrafrica, Meroe Gold e M-Invest in Sudan — designate dall’OFAC (Office of Foreign Asset Control) fra il 2020 e il 2023.

Ne discende una conseguenza analitica spesso trascurata: valutare Wagner con i parametri dell’efficacia militare significa misurare la variabile sbagliata. Il gruppo era un dispositivo di conversione, capace di trasformare capacità coercitiva in influenza politica e influenza politica in rendita economica, con la rendita a finanziare il ciclo successivo. È questa circolarità, non la qualità delle sue unità d’assalto, a costituire l’innovazione.

Il calcolo della negabilità: Deir ez-Zor come test

La notte fra il 7 e l’8 febbraio 2018, presso Khasham nel governatorato di Deir ez-Zor, una colonna filo-governativa comprendente operatori Wagner avanza verso l’impianto a gas di Conoco, in area controllata dalle Forze Democratiche Siriane e dai loro consiglieri statunitensi. La risposta aerea e d’artiglieria della coalizione produce perdite russe stimate fra alcune decine e circa 200 caduti, con valutazioni che restano contestate (OSW, febbraio 2018; Middle East Institute, 2025). Il Ministero della Difesa russo dichiara l’assenza di propri militari nell’area; nessuna ritorsione segue. Il meccanismo funziona esattamente come progettato: perdite significative in uno scontro diretto con una potenza NATO, assorbite senza crisi internazionale né costo politico interno.

L’episodio illustra anche il prezzo del dispositivo. La negabilità verso l’esterno si traduce in abbandono verso l’interno: secondo la ricostruzione diffusa dai canali riconducibili al gruppo, nessun supporto aereo fu concesso pur essendo disponibile a pochi chilometri. Da qui data il risentimento che sfocerà nel 2023 (Middle East Institute, novembre 2025).

L’Ucraina e la rottura di scala

Il modello regge finché opera su scala ridotta e in teatri periferici. L’invasione del 2022 ne modifica i termini. Prigozhin ottiene di reclutare nelle colonie penali circa 50.000 detenuti, impiegati in assalti frontali attorno a Bakhmut. L’inchiesta di Mediazona su documenti interni censisce oltre 20.000 caduti Wagner fra gennaio 2022 e agosto 2023, di cui più di 19.500 a Bakhmut e circa 17.000 ex detenuti; la Casa Bianca stimava nel febbraio 2023 oltre 30.000 perdite complessive con circa 9.000 caduti (Mediazona, giugno 2024; NSC, febbraio 2023).

Il salto dimensionale distrugge le premesse del dispositivo. Una formazione da decine di migliaia di uomini, con reclutamento autonomo, canali di rifornimento propri e visibilità mediatica interna, non è più negabile: è un centro di potere. Nel giugno 2023 Putin dichiara pubblicamente il finanziamento integrale del gruppo da parte dello Stato, chiudendo di fatto la finzione su cui il modello si reggeva (Armed Groups and International Law, giugno 2025).

La contraddizione strutturale

La rivolta del 23–24 giugno 2023 e la morte di Prigozhin il 23 agosto successivo non sono incidenti di percorso: sono l’esito prevedibile della logica del modello. Uno strumento costruito per estendere la capacità dello Stato oltre i limiti dell’attribuzione richiede, per funzionare, autonomia di reclutamento, di finanziamento e di comando; ma quelle stesse autonomie, oltre una certa soglia dimensionale, generano un attore armato dotato di base sociale, risorse proprie e capacità di contestazione interna. La negabilità verso l’esterno si paga in controllabilità verso l’interno.

Il problema è aggravato dal vuoto giuridico che il Cremlino aveva deliberatamente coltivato. La Russia non aderisce né alla Convenzione ONU del 1989 sui mercenari né al Documento di Montreux (Lawfare, 2023). Sul piano dell’attribuzione, la dottrina prevalente riteneva che Wagner non integrasse né l’art. 4 (organo dello Stato) né il test del “controllo effettivo” dell’art. 8 del progetto ARSIWA (Articles on the responsability of States for International wrongful act) lasciando la responsabilità internazionale in larga misura indimostrabile (Groningen Journal of International Law, 2024; Lieber Institute, 2024). Il vuoto che proteggeva Mosca all’esterno la privava però di ogni strumento formale di disciplina all’interno.

HUMINT — fonte riservata, fine 2025 (fonte singola, non corroborata in ambiente aperto). In alcuni circoli vicini ai servizi si descrive un “sistema a tre cerchi”: Ministero della Difesa e GRU per le operazioni visibili, FSB e SVR per intelligence e protezione di asset sensibili, oligarchi per finanziamenti e coperture economiche. Nota: il modello è coerente con la struttura documentata in fonte aperta ma va usato come strumento euristico, non come mappa attributiva.

Chiave interpretativa

L’esperienza Wagner conserva valore analitico oltre la vicenda che l’ha prodotta. Mostra che nella competizione strategica contemporanea la distinzione fra guerra convenzionale, conflitto ibrido, influenza economica e pressione politica non è sfumata per imprecisione descrittiva, ma perché gli attori operano deliberatamente sulla soglia fra queste categorie: è l’ambiguità stessa a produrre il vantaggio. Mostra inoltre che tale vantaggio ha un costo di gestione crescente e non lineare, che diventa insostenibile quando lo strumento acquisisce massa critica.

L’evoluzione successiva al giugno 2023 non segna dunque la scomparsa del modello, ma la sua trasformazione: il Cremlino ha ricondotto funzioni prima affidate a strutture semi-private dentro un’architettura più direttamente controllata dallo Stato. Che cosa comporti questa scelta in termini di attribuzione, responsabilità internazionale e sicurezza europea è oggetto del secondo paper di questa serie.

Fonti

Revisiting Plausible Deniability: Putin’s Admission and the Wagner Group Paradox – Armed Groups and International Law, giugno 2025

Britannica, voce “Wagner Group” (aggiornamento 2026), per la cronologia Slavonic Corps – Homs, ottobre 2013

Violence-Oriented Right-Wing Extremist Actors in Russia: Wagner Group – Counter Extremism Project, Part 1

Band of Brothers: The Wagner Group and the Russian State” – CSIS, The Post-Soviet Post

I. Patricheev – Reshaping the Contours of State Responsibility for Employing Private Military Companies – Groningen Journal of International Law, 2024

Wagner, PMSCs, and the Limits of Transnational Governance” – Lawfare, maggio 2023

The Wagner Group: Status and Accountability – Lieber Institute, West Point, Ukraine Symposium, 2024

Mapping Militants Project, Stanford University, profilo “Wagner Group”

The price of Bakhmut – Mediazona, giugno 2024

Syria is where the conflict between Wagner and the Russian government began – Middle East Institute, novembre 2025

Russian losses near Deir ez-Zor – a problem for the Kremlin – OSW Centre for Eastern Studies, febbraio 2018

U.S. Department of the Treasury, OFAC, designazioni relative a Lobaye Invest, Midas Ressources, Meroe Gold e M-Invest, 2020–2023

White House, National Security Council, briefing del 18 febbraio 2023






L’autore

Peter Guilliam




Analista con oltre quindici anni di esperienza in ambito internazionale, maturata tra ricerca e analisi applicata sul campo. Ha iniziato giovanissimo nel settore della sicurezza, operando come analista sul campo anche in teatri di conflitto. Questa esperienza diretta lo ha poi portato a dedicarsi prevalentemente alla ricerca applicata, con l’obiettivo di unire rigore metodologico e comprensione concreta delle dinamiche sul terreno. Nel corso della sua carriera ha svolto attività di consulenza per numerosi Paesi dell’Asia e del Medio Oriente, consolidando una conoscenza approfondita dei contesti regionali e delle loro implicazioni strategiche. Per Analytica si occupa di analisi geopolitica

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