Dalla proiezione di influenza alla costruzione di interessi convergenti
Il vantaggio strategico italiano nei teatri periferici dell’Europa e del Nord Africa non risiede primariamente nella disponibilità di una maggiore capacità militare, economica o culturale rispetto agli altri Stati membri, ma nella possibilità di combinare tali strumenti attraverso un approccio onnicomprensivo orientato alla costruzione di interessi convergenti con gli attori locali.
La specificità italiana consiste infatti nella capacità di operare simultaneamente sul piano della sicurezza, della cooperazione, dell’energia, delle infrastrutture, della formazione, della mobilità e dello sviluppo economico, riducendo la separazione tradizionale tra politica estera, politica di sicurezza e politica economica.
Il Piano Mattei costituisce la manifestazione più evidente di questa impostazione: il suo impianto è formalmente fondato su partenariato paritario, co-progettazione e benefici reciproci, mentre l’OCSE ha rilevato il progressivo consolidamento di un approccio whole-of-government nel quale cooperazione, diplomazia, migrazione, energia, commercio e investimento vengono ricondotti a una medesima architettura strategica.
In termini strategico-militari, ciò produce una forma di smart power nazionale relazionale, nella quale la capacità di influenza non viene misurata esclusivamente dalla disponibilità di strumenti coercitivi, ma dalla capacità di generare condizioni locali favorevoli alla stabilità e alla cooperazione.
L’elemento distintivo non è quindi la cultura italiana in senso stretto, né una generica capacità di attrazione, ma la costruzione di interdipendenze funzionali attraverso accordi peer-to-peer, trasferimento di competenze, formazione, accesso ai mercati, investimenti infrastrutturali e rafforzamento delle capacità locali.
L’obiettivo strategico è trasformare il rapporto con il partner da una relazione verticale di assistenza a una relazione orizzontale di produzione congiunta di sicurezza e crescita. Il Ministero degli Esteri identifica esplicitamente nel partenariato paritario e nella crescita condivisa il paradigma del Piano Mattei, mentre l’integrazione con il Global Gateway amplia la capacità italiana di trasformare iniziative bilaterali in piattaforme compatibili con la proiezione europea.
La centralità della popolazione come componente della sicurezza
La componente maggiormente rilevante di questo modello è la sua attenzione alla dimensione umana della sicurezza. Nei teatri caratterizzati da governance frammentata, competizione tra attori armati, debolezza istituzionale e pressione demografica, la stabilità non può essere ottenuta esclusivamente attraverso il rafforzamento degli apparati statali o mediante la presenza militare. La resilienza di un ambiente strategico dipende anche dalla capacità delle popolazioni di percepire un beneficio concreto dalla cooperazione internazionale. L’approccio italiano tende pertanto a intervenire sulle condizioni che alimentano vulnerabilità, marginalizzazione e dipendenza dalle economie informali: formazione professionale, accesso all’energia e all’acqua, infrastrutture, sanità, agricoltura, capacità amministrativa e opportunità economiche diventano indirettamente strumenti di prevenzione del conflitto e di contenimento degli spazi operativi disponibili a organizzazioni criminali, gruppi armati e attori destabilizzanti. Il principio è particolarmente evidente nel rapporto italiano con il Sahel, dove sicurezza e sviluppo vengono concepiti come componenti complementari della stessa funzione strategica.
Questa impostazione presenta una rilevanza specificamente militare perché amplia la profondità strategica della presenza italiana. Una popolazione che beneficia di infrastrutture, formazione, servizi e opportunità economiche costituisce un ambiente nel quale aumenta la capacità di interlocuzione con le istituzioni locali e diminuisce, almeno potenzialmente, la permeabilità alle reti concorrenti. Il risultato non è una semplice acquisizione di consenso, ma la costruzione progressiva di un ecosistema di cooperazione nel quale forze armate, apparati di sicurezza, autorità locali, imprese e comunità professionali possono sviluppare relazioni permanenti.
È questo il passaggio dalla diplomazia della presenza alla diplomazia della capacità: l’Italia non deve necessariamente dominare il teatro per acquisire rilevanza strategica, ma deve diventare un partner la cui presenza incrementa le capacità complessive dell’ambiente nel quale opera.
Il vantaggio competitivo italiano nell’architettura europea
Il valore di questo modello emerge soprattutto se rapportato alla competizione intraeuropea per l’influenza nei teatri strategici meridionali. La dimensione nazionale italiana, infatti, può diventare un moltiplicatore della capacità europea quando le iniziative bilaterali vengono concepite come moduli interoperabili dell’azione dell’Unione.
L’Italia dispone di una posizione geografica che la colloca naturalmente all’intersezione tra Mediterraneo, Nord Africa, Sahel, Medio Oriente e rotte energetiche e commerciali; dispone inoltre di strumenti diplomatici, industriali, finanziari e militari che possono essere combinati con una presenza territoriale relativamente continuativa.
La capacità di collegare questi strumenti attraverso rapporti diretti con gli interlocutori locali costituisce quindi un vantaggio competitivo rispetto a modelli maggiormente concentrati su singole dimensioni dell’intervento. Nel 2024 l’Africa ha assorbito il 65% dell’aiuto pubblico bilaterale italiano allo sviluppo, mentre la cooperazione italiana ha progressivamente ampliato il proprio perimetro geografico e settoriale.
Il punto decisivo è che il modello italiano può produrre effetti di scala europea senza perdere la granularità del rapporto bilaterale. L’accordo peer-to-peer permette di comprendere interessi e vulnerabilità del partner; la cooperazione economica genera interdipendenza; la formazione crea capitale umano e interoperabilità; la presenza diplomatica consolida il rapporto politico; la componente militare contribuisce alla sicurezza dell’ambiente operativo; gli strumenti finanziari trasformano la relazione politica in capacità materiale.
L’insieme produce una forma di potere composito nel quale ciascuno strumento rafforza gli altri. La recente integrazione tra Piano Mattei, istituzioni finanziarie multilaterali e Global Gateway dimostra precisamente questa possibilità: la capacità italiana di costruire relazioni bilaterali può diventare un punto di ingresso per risorse e strumenti europei più ampi.
Conclusioni
La tesi strategica è pertanto che il vantaggio competitivo dell’Italia nei teatri strategici non deriva principalmente e/o solamente dal proprio patrimonio culturale, ma dalla capacità di trasformare la prossimità geografica e la relazione politica in una piattaforma integrata di cooperazione, sicurezza e crescita condivisa. Il fattore distintivo dello Smart Power italiano è la capacità di operare dal livello della popolazione fino a quello istituzionale e strategico, costruendo relazioni orizzontali che producono contemporaneamente accesso, fiducia, interoperabilità e interdipendenza.
In questa prospettiva, l’approccio onnicomprensivo non costituisce una semplice metodologia di politica estera, ma una capacità strategica nazionale. La sua efficacia dipenderà dalla continuità nel tempo, dalla misurabilità degli effetti e dalla capacità di mantenere realmente paritario il rapporto con i partner. Se tali condizioni vengono preservate, l’Italia può trasformare quello che apparentemente costituisce un limite — la necessità di operare attraverso strumenti diversi e con risorse inferiori a quelle delle grandi potenze — in un vantaggio competitivo: essere il Paese europeo capace di connettere sicurezza, sviluppo e interessi reciproci direttamente sul terreno, generando successivamente valore strategico per l’intera architettura dell’Unione Europea.
Fonti
Piano Mattei per l’Africa. Relazione annuale al Parlamento – Presidenza del Consiglio dei Ministri; Roma, 2025
Piano Mattei per l’Africa – Presidenza del Consiglio dei Ministri; DPCM 7 ottobre 2024, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana
Iniziative italiane per l’Africa (Piano Mattei) – Camera dei Deputati, Servizio Studi ; dossier parlamentare, Roma, 2026
Vertice Italia–Africa – MAECI; Roma, 28–29 gennaio 2024
Africa – Piano Mattei per l’Africa – MAECI
Il Piano Mattei per l’Africa come nuovo modello di partenariato. Opportunità e sfide per Italia ed Africa – MAECI, Università degli Studi di Palermo, TEHA; Roma/Palermo, 2025
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The DAC’s recommendations to Italy: OECD Development Co-operation Peer Reviews: Italy 2026 – OECD; Paris, 2026
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